Il proto, nel comporre questo libro, si meravigliava, di trovare tratto tratto della gente innamorata. Come mai, dacchè il volume è intolato SenzAmore? E, da quel proto coscienzioso e prudente che è, mi metteva nelle bozze di stampa un bel punto dinterrogazione in margine ad ogni scenetta damore, ad ogni palpito, per quanto segreto, che sembrasse a lui aver per movente il sentimento proscritto dal libro, e che laveva in realtà.
Perchè i lettori non abbiano a spedirmi essi pure i loro punti interrogativi, i quali, non avendo il comodo delle bozze di stampa, dovrebbero venire per posta costando a loro la spesa del francobollo, o peggio dovrebbero venire in qualche articolo critico, costando a me il dispiacere dun rimprovero ingiusto, metto in questa pagina la mia risposta ai punti dinterrogazione del proto, e con essa rispondo anticipatamente anche a quelli dei lettori.
Intitolando questi racconti: SenzAmore, ho voluto alludere alla tristezza, alla solitudine, allabbandono sconsolante di molte esistenze, sulle quali la grande passione che nacque con Adamo e che morrà soltanto collultimo uomo, se pure morrà, non ha sparso le sue grandi commozioni, le sue gioie vive ed i suoi vivi dolori Ho voluto dire che le miserie umane sono infinitamente più cupe quando non hanno quel conforto: e che, fra i poveri, fra gli infelici, fra i diseredati, i soli assolutamente diseredati, assolutamente infelici, assolutamente poveri, sono quelli che non amarono, o non furono amati: la povera Cecchina della Fede, la madre di Marco nella Confessione, le due vecchie delle Vite squallide, Le Affittacamere, Vicentino il prete, Pietro ed il ciuchino delle Briciole dEpulone.
Non è una tesi che mi sono proposta, e non ho inteso insegnar nulla nè rimediare a nulla. Non si può mettere lamore dove non cè; e, ad ogni modo, non so chi la provvidenza potrebbe incaricare di questa briga. Ho voluto fare degli studi dal vero su questo tema, come nellaltro volume che seguirà questo,quando seguirà,e che sintitolerà Amore, studierò il conforto che questo sentimento può recare alle miserie della vita, e di che illusioni, di che poesia, di che sorrisi, di che idealità può arricchire le più povere esistenze.
Saranno due studi che avrò fatto per amor dellarte, come un pittore fa degli studi di paesaggio o di figura, senza pretendere di bandire la legge dellamore, o di imporre una multa a chi non è innamorato.
Avrei fatto a meno di scrivere questa prima pagina, quando era già composta lultima, se i dubbi del proto non mi avessero fatto temere che il mio titolo potesse far prendere in isbaglio il volume per un libro di morale o un libro di scuola, che proprio, con mio sommo rincrescimento, non è.
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