Con gli occhi chiusi, immobile, si fingeva addormentata....
Udì posar cautamente la bugìa sul tavolino; alcuni passi, non più materiali che il fruscìo del velluto sul velluto.... Una pausa; certo, Emilia la guardava dormire; e poco dopo sappoggiava al letto, lievissima, e si chinava fino al volto di Roberta.... Ancòra un attimo desitanza; sopra i capelli della dormente lo sfiorar delicato delle mani dEmilia, il tatto appena duna piuma, quantera bastevole per richiamarla se fingeva, per non turbarla se dormiva.... Poi, sempre camminando così leggera da essere indovinata piuttosto che udita, Emilia si ritraeva, sicura; tentava prudentemente la finestra, ad assicurarsi fosse ben chiusa; riprendeva la bugìa sul tavolino, riaccostava luscio.... Al di là, stava ancòra in ascolto; indi, osava un passo più deciso, allontanandosi...
E tutto ripiombava nel silenzio.
Sera svelata da sè medesima, per la cautela soverchia di verificare se Roberta dormisse: e sùbito, nel pensiero di questa lampeggiò la certezza disgustosa:«Qualcuno ancòra laspetta in giardino!»
La fanciulla si sciolse dalla immobilità forzata; si levò a sedere sul letto, guardando con gli occhi fissi nel buio...
«Che cosa si diranno?pensò.Certamente parleranno di me, faranno dei disegni per lavvenire; disporranno della mia vita e della mia libertà, come di cosa loro!»
Allungò il braccio ad accendere una candela; sintrattenne, fra la luce giallognola, a riflettere, sentendosi a poco a poco tutta conquidere dalla brama dudire, mentre numerava i pericoli di quello spionaggio, la probabilità dessere sorpresa, la difficoltà di raggiungere gli amanti senza incontrar Nero, che accusasse la presenza di lei, latrando.
Ma pur nel tempo in cui meditava, si lasciava scivolar dal letto, e, prese le sue vesti, le indossava rapidamente. Quando si trovò vestita, la riflessione tacque; spense il lume, ed uscì, incontro alla morte dellanima.
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