Si arrampicò per il monte dietro il paese, dove la straducola mancava del muro, e apparivano, come da uno squarcio, le acque, il paesaggio, il verde, il grigio.
Là, Cesare sedette; restò a guardar lo spettacolo fantastico, in una posa dattenzione totale, sdraiato sopra un piano derba, allombra dalcuni folti ulivi.
E lo spettacolo era cosė raro, che luomo ne fu per qualche istante tutto assorbito, e cominciò a osservar da lontano, avvicinandosi con lo sguardo a poco a poco fin dovegli si trovava.
Da lontano, il mare in uninvasione di luce singolarmente nebulosa e dorata, aveva smarrito la linea dorizzonte, unendosi col cielo dorato e nebuloso; talchè non si sarebbe potuto dire, nella falsa rifrazione, se le vele piccoline danzassero sul mare, o non piuttosto fossero tra cielo e mare sospese. In quella sterminata dovizie di luce impalpabile o dentro le acque animate dal formidabile riverbero, due scogli neri sorgevano, apparenti e scomparenti a capriccio dellonda, circonvoluti da un rigoglio di spuma gialla. Le coste lontane, che nei giorni daria lucida si disegnavano perdutamente, stavan celate dietro il velario doro. Ma verso le rocce violette di Portofino, a levante, le acque avevan disperso il pulviscolo solare, e una violenta chiazza azzurra restituiva la solita visione col limite ben netto dellorizzonte. Ancòra là, otto o dieci vele bianche, luna accosto allaltra, erano farfalle posate con le ale trepide sul pelo delle acque; e due o tre, più basse, avevano una tinta bruna, quasi la luce non fosse giunta a tangerle. Cosė lungi, le imbarcazioni peschereccie, tenevan forma e significato di giuocattoli; nè si poteva credere portassero uomini massicci, curvi sul liquido specchio o stesi sulle tavole umide in aspettazione.
Poi, ad un tratto, diminuendo di molti gradi la lontananza prospettica, sapriva agli occhi di Cesare la costeggiante verzura del paese, fitta e spessa come un vello, in numerose gamme di colore, in diverse altezze, da cui sergevano, i cipressi cuspidali. E ridenti di bianco o di rossiccio, le case vivevano tra quel magnifico sopore della vegetazione, che nellaria calda non muoveva fronda o foglia.
Verso oriente era la chiesa bigia col livido campanile, cui saggruppavano stretti attorno gli altri edifici, i quali a mano a mano andavan poi disseminati in mezzo al verde, spinti fino al mare, collocati più alti sul lene pendio dei colli; e frequenti balzavan fuori tra casa e casa i ciuffi di verzura, i ciuffi argentei degli ulivi.... Dominava il grigio, per i ciuffi degli ulivi e per le lastre di ardesia che coprivano i tetti.
Più qua, immediatamente sotto il piano erboso dove Cesare stava, lo spettacolo era gentile, con due lunghi rettangoli di terra, che un giardiniere coltivava a rosai; e le rose bianche, opulenti, molte già sfatte, innalzavano un profumo carnale, potentissimo in quellaria pura dogni altro profumo. Una cagna volgare abbaiava dietro invisibili fantasmi, correndo sulla terra grassa a calpestar le foglie di rose disperse.
Alcuni romori salivan dal paese: il grido di qualche rivendugliolo, lo schioccar delle fruste, il lamentio duno zufolo stonato; cosė fievoli tutti, vaganti nel grande spazio, che la lontananza pareva maggiore.
Lentamente le scene diverse si mutarono in imagini dabitudine, per Cesare che le fissava con lo sguardo pigro di chi medita cose lontane; assorbivano la sua attenzione fisica, dando libero il corso ai pensieri.
La donna amata da lui, era per altri; la plastica di quellimpareggiabile corpo sul quale i suoi occhi seran posati nella deliziosa trepidanza dellintuizione, doveva svelarsi intera a un altro uomo; in unalcova ignota, la voce dEmilia sarebbe diventata intima.... E la sinfonia classica dei bottoni che si slacciano? La visione della donna soffusa di bianco nel pulviscolo lunare?
Egli si trovava dunque impegolato in uno di quegli amori cui il volgo definisce, tra il rammarico e lo scherno, senza speranza; e ne derivava la necessità di gettarsi a capofitto in pieno romanticismo, o di togliersi per sempre da una strada che cominciava a diventar malagevole.
Aveva sognato. Qualche particolare dei sogni che inconsciamente era andato accarezzando in quei giorni, gli tornava alla memoria. Per esempio, aveva sognato una piccola villa con molti palmizii, addossata a una falange dulivi rampicanti sui colli; e tutto in giro, la campagna esalava quella serenità, la quale giunge cosė crudele alle umane sventure, ed è cosė piacevole per gli umani egoismi: la serenità dei grandi paesaggi alpestri, o dei graziosi paesaggi sui laghi lombardi.... Entro la villa, una voce femminile risonava nellombra moderata delle camere fresche.... In abito purpureo Emilia giaceva sovra un ampio divano carico di molti origlieri bizzarri; a suoi piedi, egli stesso, Cesare, seguiva la voce della donna.... Uno svelto scaffale da ninnoli era coronato da un alto vaso di porcellana riboccante di fiori, che cadevan sotto uno spiraglio di luce; il sole ne irrubinava metà, un angolo di rose e di verbene, tra cui si drizzava qualche ciuffo di vainiglia.
Questa ed altre ideali concezioni davvenire, erano state bruscamente travolte, poichè non nella villa con molti palmizii, ma la voce dEmilia sarebbe diventata intima e flessuosa in unalcova ignota, per un uomo ignoto....
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