IL QUADRO DI PRIMA SI TRASFORMA NELLAMENO PAESAGGIO DI PALMIZI GIÀ APPARSO NEL TERZO QUADRO. ADAMO, DI NUOVO GIOVANE, ESCE TUTTO TRASOGNATO DALLA CAPANNA, E SI GUARDA INTORNO, ATTONITO. EVA, DENTRO LA CAPANNA, DORME ANCORA. NEL MEZZO STA LUCIFERO. GIORNO RADIOSO
ADAMO
Dove siete finite, visioni tremende? Qui tutto ancora vive e sorride, uguale a come lo lasciai; ma il mio cuore è oppresso,
LUCIFERO
Uomo presuntuoso! Pretendi forse che, sol perché un verme perisce, si sconvolga lordine della natura, che una nuova cometa fiammeggi nella notte e che la terra tremi?
ADAMO
Ho solamente sognato o è ora che sogno? E non può darsi che sia qualcosa più del sogno la vita che ànima, magari per un minuto solo, la materia morta, per disperdersi poi, e per sempre, insieme con essa? Perché mai questa veloce consapevolezza, se serve a guardare non più che gli orrori del nonessere?
LUCIFERO
Stai piagnucolando. Soltanto la viltà subisce senza combattere i colpi che potrebbe evitare. Il forte invece fissa tranquillo gli eterni verbi del destino, e non piagnucola: egli pensa piuttosto a ciò che meglio conviene per resistere ad essi. Il destino sovrasta la storia, e tu altro non sei che un suo strumento: il destino ti fa muovere.
ADAMO
No: bugia! La volontà è libera; e io lho meritata in pieno. Per essa ho rinunciato al paradiso. Ho molto imparato dalle visioni del mio sogno, molte illusioni mi sono cadute, e ora non dipende che da me la scelta di unaltra via.
LUCIFERO
E potresti farlo, se però loblio e la perpetua speranza non si sposassero al destino
In tal modo che mentre luno risana la ferita, laltra stende un tappeto sulla voragine e dice incoraggiandoti: «Cento temerari vi son caduti, ma tu sarai lunico fortunato che lattraverserà». Ma quando ti facesti scienziato, tu, fra le tante cose strane, vedesti una certa tenia capace di vita solo in un nibbio o in un gatto e che tuttavia il suo primo stadio di crescita può viverlo solamente in un topo. Eppure, questo non vuol dire che tutti i topi debbano soggiacere agli artigli del nibbio o agli unghioli del gatto. Ve ne sarà di essi che, prudenti, arriveranno a morir di vecchiaia, in famiglia. Ma, ecco, una legge ineluttabile vigila perché cadano preda dellavversario tanti topi quanti ne occorrono per far vivere nei millenni anche quella certa tenia. Lo stesso succede delluomo. Non è luomo come tale, come individuo a sé, che porta le catene: bensì invece il genere umano tutto quanto. Lentusiasmo, al pari di una piena, lo trascina verso una cosa oggi e verso unaltra cosa domani. I roghi avranno sempre le loro vittime come sempre ci saranno quelli che se ne rideranno. E chi voglia tener conto dei numeri savvedrà, meravigliato, della coerenza del destino che ripartisce con esattezza di proporzioni matrimoni e lutti, peccati e virtù, follie e suicidi.
ADAMO
Basta! Mi balena unidea
Posso rivoltarmi unaltra volta contro di te, Dio. Anche se il destino mi dirà cento volte: «Devi vivere fino a qui», io posso ridermene, perché, se non mi piace, posso non vivere. Non sono io tuttora solo in questo mondo? Ecco: davanti a me cè una rupe e subito sotto la voragine. Un salto e lultima delle mie imprese si conclude. Metto fine alla commedia.
(Adamo sincammina verso la rupe; in quel mentre Eva saffaccia alluscio della capanna.)
LUCIFERO
Fine! Che parola assurda! Come se ogni minuto non fosse principio e fine al tempo stesso. Neppure di questo ti sei accorto nelle visioni durate per più millenni?
EVA
Adamo, perché ti sei allontanato da me? Lultimo tuo bacio è stato tanto freddo, e anche ora sul tuo viso cè unombra daffanno e di corruccio
Mi fai paura.
ADAMO (allontanandosi un altro po)
E tu perché mi segui sempre? Perché spii i miei passi? Luomo, padrone di questo mondo, ha ben altri compiti che perdersi in moine. E la donna, che non arriva a capir questo, gli è solo dimpaccio
(Sintenerisce.)
Ma perché non hai continuato ancora un poco a dormire? Ora mi sarà più grave il sacrificio di cui son debitore allavvenire.
EVA
Se stai a sentirmi, forse, al contrario, ti sarà più lieve. Perché proprio lavvenire, che ti pareva incerto, ormai è sicuro.
ADAMO
Che intendi dire?
EVA
Sul tuo viso comparirà il sorriso, ne sono certa, non appena ti sussurrerò allorecchio
Ma vienmi dunque vicino
Adamo: io mi sento madre.
ADAMO (cadendo in ginocchio)
Signore, hai vinto! Eccomi nella polvere. Senza di te, contro di te, vana è la mia lotta. Sollevami o abbattimi: tapro il mio cuore.
LUCIFERO
Verme che sei! Hai dimenticato la tua grandezza, che devi tutta a me?
ADAMO
Non me ne curo: non fu che vuota illusione; e questa invece è la pace.
LUCIFERO
E tu, donna sciocca, di che ti vanti? Il tuo figliolo, anche se nellEden, è stato concepito nel peccato: e porterà sopra la terra colpa e miseria.
EVA
Se Dio vorrà, un altro figliolo sarà concepito nella miseria, per cancellarla, recando nel mondo la fratellanza.
LUCIFERO
Osi ribellarti a me, schiava? Su dalla polvere, tu, bestia.
(Tira un calcio verso Adamo. Il cieto si spalanca ed appare il Signore circondato dallaureola degli angeli.)
IL SIGNORE
Nel fango, spirito superbo! Non esiste grandezza al mio cospetto.
LUCIFERO (curvandosi ripetutamente)
Ah, maledizione, maledizione!
IL SIGNORE
Alzati, Adamo. Non avvilirti, poiché, vedi, ti concedo di nuovo la mia grazia.
LUCIFERO (in disparte)
A quel che vedo, qui sta incominciando una scenetta di famiglia, bella forse per il sentimento, ma noiosa quanto mai per lintelletto. È meglio andarsene alla svelta.
(Fa per avviarsi.)
IL SIGNORE
Lucifero, dovrò dire una parola anche a te. Rimani. E tu, figlio, parla e dimmi che cosè che ti tormenta.
ADAMO
Signore, orribili visioni mi hanno sgomentato ed io non so quanta verità vi sia. Oh, dimmi, dimmi qual è la sorte che mi attende! Il mio tutto è in questa esistenza breve, di limiti così ristretti, tra le cui lotte la mia anima stilla come un vino che, quando sia purificato, tu versi sulla terra e vada a intridersi con la polvere? O non forse destinasti questa pura essenza a qualcosa di migliore? La mia progenie andrà nobilitandosi così da accostarsi di mano in mano al tuo trono, oppure, come animale alla macina, faticherà fino alla morte senza mai uscire dallobbligato cerchio del suo tragitto? Ci sarà un premio per il generoso che la pusillanime folla irride per il sangue versato? Illuminami: e, riconoscente, accetterò il mio destino, per grave che possa anche essere. Nel cambio, non potrò che guadagnarci: perché questa incertezza è linferno.
IL SIGNORE
Non chiedermi di più sul mistero che la benefica mano di Dio cela agli sguardi curiosi. Se tu vedessi che la tua anima posa sulla terra sol per poco e che, poi, leternità attende, allora, sulla terra ove sei, la sofferenza non sarebbe più virtù. E se tu vedessi che la polvere assorbirà la tua anima, che sprone avresti a rinunciare ai piaceri dellattimo fugace a pro delle grandi idee? Meglio dunque se il tuo avvenire lo vedi brillare traverso le nebbie: e che, se anche ti toccherà soggiacere sotto il peso della vita, ti consolerà, sollevandoti, il sentimento delleterno. Infine, se mai ti vincesse lorgoglio, la stessa brevità dellesistenza non potrà che ridurlo in limiti giusti: e la grandezza e la virtù saranno cose sicure.
LUCIFERO (ridendo)
Ti stai proprio anniando a una bella carriera! Dunque, grandezza e virtù ti guideranno
Però, queste due parole possono farsi corpo soltanto se le affiancano, per scortarle, la superstizione, il pregiudizio e lignoranza. Perché mai, mi domando, mi son messo in una così grossa impresa con luomo, chè impastato di fango e di raggi di sole, troppo piccolo per il sapere e troppo grande per esser cieco del tutto?
ADAMO
Non irridermi, Lucifero, non farti beffa di me. Ho appurato leffetto della tua sapienza: non più che freddo al cuore. Ma, Signore, chi mi sosterrà nel cammino lungo la via giusta? Quando volli gustare il frutto del sapere, tu ritirasti da me la tua mano che guidava.
IL SIGNORE
Hai braccia forti e cuore nobile. Il campo che invita ad operare è sterminato; pure, se saprai ascoltare, sempre udrai in te stesso una voce che ti richiamerà e ti rialzerà: seguila! E se, nel tumulto della tua vita operosa, ti accadrà di non sentire quella voce, che viene dagli eterni spazi, sarà lanima di questa debole donna, chè più linda perché più lontana della tua dalle ignobiltà degli interessi, a sentirla. La voce, poi, attraversate le vene del suo cuore, si tramuterà in canto e in poesia. Col canto e con la poesia, essa starà al tuo fianco, nella buona ventura e nellavversa fortuna, genio sorridente e genio consolatore. E tu, Lucifero, anello tu pure del mio universo, continua nella tua opera: la tua fredda scienza, la tua fatua negazione saranno un lievito aggiuntivo al fermento delluomo. Lo faranno a volte dubitare, ma non importa: luomo ritornerà ogni volta di nuovo a me. Ma la tua pena, Lucifero, sarà eterna: perché vedrai continuamente diventar germe del nobile e del bello tutto ciò che ti prenda voglia di distruggere.
CORO DEGLI ANGELI
Gran dono poter lileramenté scegliere tra il bene e il male, tuttavia sentendo sopra di noi, a farci scudo, la grazia del Signore. Opera dunque coraggiosamente e non dolerti se lanonima folla ti rimane ingrata. Chi sadopera a cose alte non può veder come mèta laltrui bratitudine, bensì soltanto la stima di se stesso. Dagire in diverso modo si vergogna. La coscienza di questa vergogna inchioda il vile alla terra e innalza il generoso. Ma non ti abbagli nellandare, anche se per superba strada, lillusione che ciò che compi è per far gloria a Dio, quasi che Dio abbia bisogno di te come strumento del destino. Anzi, per te è già premio che Dio tabbia concesso di operare in sua vece.
EVA
Ah, comprendo questo canto
Sii lodato, mio Dio.
ADAMO
Anchio ne avverto il senso: e lo seguirò. Solo la fine
Potessi dimenticarla!
IL SIGNORE
Uomo, ho parlato! Lotta; e, lottando, abbi fede!
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